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Sbiancamento denti: quanto dura davvero e come farlo durare di più

  • Immagine del redattore: Dental Aesthetica
    Dental Aesthetica
  • 11 gen
  • Tempo di lettura: 4 min

Se stai pensando allo sbiancamento dentale (o lo hai già fatto), la domanda più comune è sempre la stessa: “Ok, ma quanto dura?” La risposta non è uguale per tutti, perché dipende da tipo di trattamento, abitudini e condizioni iniziali dei denti. In questa guida trovi numeri realistici, cosa aspettarti nel tempo e soprattutto cosa fare per farlo durare di più.


Scala colore denti prima e dopo sbiancamento professionale
Scala colore dei denti prima e dopo sbiancamento professionale

Indice dei contenuti


Quanto dura lo sbiancamento dei denti, davvero?

Quando parliamo di “durata”, dobbiamo distinguere due cose:

  1. Quanto tempo i denti restano più chiari rispetto a prima

  2. Quanto tempo restano “al massimo” del risultato (la fase più brillante)

Gli studi e le revisioni disponibili indicano che la stabilità del colore può arrivare fino a circa 1–2 (anche 2,5) anni, ma non in modo identico per tutti e con possibili variazioni a seconda della tecnica e delle abitudini.


Nota importante: le otturazioni, le corone e le faccette NON si sbiancano come lo smalto naturale. Questo influisce sulla percezione del risultato e sulla “uniformità” del sorriso.


Da cosa dipende la durata (i 7 fattori che contano di più)

1) Tipo di macchie (estrinseche vs intrinseche)

  • Estrinseche: da caffè, tè, vino, fumo → spesso rispondono bene.

  • Intrinseche: tetracicline, traumi, devitalizzazioni → possono richiedere protocolli specifici e tempi più lunghi.


2) Tecnica e protocollo (professionale vs “fai da te”)

Un trattamento guidato dal dentista permette:

  • valutazione iniziale,

  • protezione dei tessuti,

  • gestione sensibilità,

  • eventuale mantenimento personalizzato.


3) Sensibilità e micro-difetti dello smalto

Se lo smalto è già “stressato” (recessioni, ipersensibilità, erosioni), si lavora con protocolli più prudenti.


4) Abitudini quotidiane

Caffè, tè, vino rosso, curry, salsa di soia, liquirizia, fumo: sono i principali “accorciatori” di durata.


5) Igiene orale e igiene professionale

Placca e tartaro “spengono” il sorriso anche se il dente è sbiancato.


6) Età e colore di partenza

Più il colore iniziale è scuro, più è facile percepire una successiva piccola variazione.


7) “Rebound” fisiologico

Una parte di rebound può essere normale: alcuni lavori descrivono che la stabilità non è lineare e che una variazione nel tempo può comparire.


Le prime 48 ore: perché sono decisive

Dopo lo sbiancamento, lo smalto può risultare temporaneamente più “ricettivo” ai pigmenti. Per questo, le prime 24–48 ore sono spesso considerate le più delicate per mantenere il risultato.


La regola pratica: “dieta chiara” (senza estremismi)

Per 48 ore, meglio scegliere:

  • pasta/riso in bianco, patate, pollo/pesce/uova (o alternative chiare), yogurt bianco,

  • verdure chiare (zucchine, finocchi),

  • acqua.

Da evitare (temporaneamente):

  • caffè, tè, vino rosso, cola,

  • sughi rossi, spezie coloranti (curcuma/curry), aceto balsamico,

  • fumo.


Fumo e vino, da evitare nelle prima 48 ore dallo sbiancamento
Fumo e vino, da evitare nelle prima 48 ore dallo sbiancamento

10 consigli per farlo durare di più (senza diventare “schiavo”)

  1. Bevande pigmentanti? Usa una cannuccia quando ha senso.

  2. Sciacqua con acqua dopo caffè/vino (se non puoi evitarli).

  3. Aspetta 30 minuti prima di lavare i denti dopo cibi acidi (per non stressare lo smalto).

  4. Dentifricio non aggressivo: evitare abrasivi “strong” se sei sensibile.

  5. Filo/interdentale: un sorriso uniforme è anche tra i denti.

  6. Igiene professionale regolare: mantiene brillantezza.

  7. Se fumi: ridurre/cessare = impatto enorme sul colore.

  8. Ritocchi mirati solo se consigliati (es. mascherine personalizzate).

  9. Se hai macchie “ostinate”, valuta strategie combinate (non sempre lo sbiancamento è la soluzione unica).

  10. Foto “prima/dopo” e controllo: aiuta a misurare il risultato in modo oggettivo.


Errori comuni che rovinano i risultati

  • Sbiancare con carie o gengive infiammate: prima si cura, poi si sbianca.

  • Aspettarsi che corone/faccette cambino colore (non succede).

  • Fare troppo spesso senza indicazione: aumenta rischio di sensibilità.

  • Fai-da-te con metodi aggressivi: può irritare mucose e aumentare sensibilità.


Alternative allo sbiancamento

A volte il problema non è “sbiancare”, ma uniformare o ricostruire:

  • Igiene + rimozione macchie superficiali (spesso già cambia tantissimo)

  • Microabrasione / trattamenti specifici (in base al tipo di macchia)

  • Faccette (se c’è un problema di forma/colore strutturale)

  • Restauri estetici (se ci sono otturazioni da armonizzare)


Quando prenotare una valutazione (e cosa controlliamo)

Prenota una valutazione se:

  • hai macchie persistenti o colore “a chiazze”,

  • hai sensibilità importante,

  • hai otturazioni anteriori che potrebbero non combaciare dopo lo sbiancamento,

  • vuoi un risultato naturale e armonico (non “finto”).


📍 Se sei a Roma, puoi fare una valutazione personalizzata in studio: in genere bastano controllo, foto e una breve anamnesi per capire qual è la strada migliore.




Igiene orale professionale per mantenere lo sbiancamento più a lungo
L' igiene orale professionale per mantenere lo sbiancamento più a lungo

FAQ – Domande frequenti

Lo sbiancamento rovina lo smalto? Se eseguito correttamente e con indicazione clinica, è considerato una procedura con profilo di sicurezza favorevole; la sensibilità temporanea è tra gli effetti più comuni.

Quanto dura la sensibilità dopo lo sbiancamento? Spesso è transitoria; se è intensa o duratura, va gestita con il dentista (protocollo e prodotti desensibilizzanti).

Posso sbiancare se ho otturazioni davanti? Sì, ma vanno valutate: le otturazioni non cambiano colore, quindi può servire un ritocco estetico per uniformare.

Meglio sbiancamento in studio o con mascherine? Dipende dal caso: lo sbiancamento con mascherine normalmente garantisce una durata maggiore e un risultato più evidente, ma ci sono diversi fattori da considerare. Per questo è sempre necessaria una valutazione in studio.

Il risultato è “bianco Hollywood”? L’obiettivo realistico è un sorriso più luminoso e naturale, in armonia con carnagione e denti.

Ogni quanto posso rifarlo? Non c’è una regola universale: si valuta caso per caso, anche in base a sensibilità e abitudini.


Autore: Dott. Claudio Marinelli – Odontoiatra

Revisione clinica: Team odontoiatrico Dental Aesthetica

Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026

Disclaimer: Contenuto informativo, non sostituisce una visita odontoiatrica.


Fonti essenziali

 
 
 

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